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From: newsletter@arciserviziocivile.it
To: taranto@arciserviziocivile.it
Subject: Arci Servizio Civile Newsletter
Date: Thu, 31 May 2007 14:55:39 +0200
X-Mailer: Allaire ColdFusion Application Server
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Content-Type: text/html; charset=us-ascii
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<html>
<head>
<title>Newsletter - NumeroOtto</title>
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</head>

<body bgcolor="#009900" text="#000000" link="#0066ff" vlink="#0066ff" alink="#0066ff">

<table width="750" border="1" align="center" cellpadding="20" bordercolor="#339933" id="main">
  <tbody>
    <tr> 
      <td width="703" bordercolor="#339933" bgcolor="#ffffff"> 
        <p align="center"><font color="#339933" face="Verdana" size="7"><strong>Newsletter<br>
          Arci Servizio Civile</strong></font></p>
        <hr align="center" width="80%"> <p align="center"><font size="7"><strong><font face="Verdana" size="3">NumeroOtto 
          - Maggio 2007</font></strong></font></p>
        <p align="center"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p><font face="Verdana"><strong>In questo numero:</strong></font></p>
        <blockquote> 
          <blockquote> 
            <ol>
              <li><font size="2" face="Verdana"><a href="#1">L'ape di ASC</a></font></li>
              <li><font size="2" face="Verdana"><a href="#2">Doppia intervista 
                ai nuovi Rappresentanti Nazionali dei volontari</a></font></li>
              <li><font size="2" face="Verdana"><a href="#3">Cosa è il SC? Sintesi 
                dell'incontro tra Sottosegretario e Delegati Regionali</a></font></li>
              <li><font size="2" face="Verdana"><a href="#4">Manifestazione di 
                solidariet&agrave; per <em>Lavoro e non solo</em></a></font></li>
              <li><font size="2" face="Verdana"><a href="#5">Benvenuta C.R.E.S.Ci 
                Campania!</a></font></li>
              <li><font size="2" face="Verdana"><a href="#6">L’ultimo nato in 
                casa ASC Roma: il Forum</a></font></li>
              <li><font face="Verdana" size="2"><a href="#7">Il futuro del Servizio 
                Civile Nazionale</a></font></li>
              <li><font size="2" face="Verdana"><a href="#8"><font size="3" face="Verdana"><font size="2">Modifiche 
                in materia di OdC</font></font></a></font></li>
              <li><font face="Verdana" size="2"><a href="#9">Servizio Civile aperto 
                agli stranieri: la proposta di Ferrero</a></font></li>
              <li><a href="#10"><font size="2" face="Verdana">La solidariet&agrave; viaggia sul 
                <em>giallo</em></font></a></li>
              <li><font face="Verdana" size="2"><a href="#11">Venti di Erasmus</a></font></li>
              <li><font face="Verdana" size="2"><a href="#12">Terra Futura</a></font></li>
              <li><font face="Verdana" size="2"><a href="#13">Globe: il Salone 
                sulle opportunità internazionali</a></font></li>
              <li><font face="Verdana" size="2"><a href="#14">Responsabilità politiche e civili di fronte al problema della discriminazione</a></font></li>
              <li><font face="Verdana" size="2"><a href="#15">Donne, pace e sicurezza</a></font></li>
              <li><font face="Verdana" size="2"><a href="#16">Recensioni</a></font></li>
              <li><font size="2" face="Verdana"><a href="#17">Appuntamenti</a></font></li>
              <li><font face="Verdana" size="2"><a href="#17">Partecipa alla newsletter</a></font></li>
              <li><font face="Verdana" size="2"><a href="#19">Privacy</a></font></li>
              
            </ol>
          </blockquote>
        </blockquote>
        <p align="center"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p><font color="#009900" face="Verdana"><strong><font size="3">1. L'ape di ASC</font><a name="1"></a></strong></font><font face="Verdana"><br>
          </font></p>
        <p align=justify class="testo" >Vi siete mai chiesti come &egrave; nato 
          il <strong>logo</strong> di <strong>Arci Servizio Civile</strong>?<br>
          Può sembrare irrilevante, ma un logo è il simbolo dell'associazione 
          che rappresenta, è un forte strumento comunicativo e identificativo, 
          quindi è necessario riconoscerne l'importanza.<br>
          La nostra ape è stata ideata a Milano nel 1987, un anno dopo 
          la nascita del Coordinamento di Arci Servizio Civile. Era infatti necessario 
          avere un simbolo che identificasse questa nuova realtà, un simbolo 
          da poter utilizzare anche sui documenti e sul materiale formativo da 
          distribuire, un simbolo per uscire dall'anonimato.<br>
          L'autore è stato un obiettore di Milano, un ragazzo che 
          si occupava di grafica. Arci Servizio Civile, infatti, ha sempre cercato 
          di promuovere un servizio che valorizzasse le caratteristiche e le capacità 
          della persona, grazie anche alla segnalazione nominativa congiunta (consentendo 
          all'obiettore di segnalare dove avrebbe voluto prestare servizio 
          e all'ente di chiedere al Ministero della Difesa l'assegnazione 
          dei giovani interessati al proprio progetto si evitava la mancanza di 
          comunione d'intenti e la conseguente dispersione di risorse umane).<br>
          Ma <strong>perch&eacute; proprio l'ape</strong>? Le api sono da sempre 
          considerati insetti laboriosi e intelligenti, che sanno sempre dove 
          andare e cosa fare, perfettamente organizzati. Calzava quindi a pennello 
          come simbolo di una nuova organizzazione con degli obiettivi ben precisi 
          e pronta a lavorare duramente per raggiungerli.<br>
          La caratterizzazione dell'ape è invece derivata dalla contrapposizione 
          servizio militare - obiezione di coscienza, ancora abbastanza 
          sentita in quel periodo: a emblema della nonviolenza le è stato 
          disegnato il pungiglione ritorto, al posto dell'elmetto portato dai 
          militari le è stato fatto indossare un basco, le è stato 
          dato il colore verde a simbolo del Movimento per la pace e dell'ambientalismo. 
          Importante è anche il suo orientamento: invece di volare in orizzontale, 
          l'ape è stata posizionata in verticale, in modo da potersi guardare 
          intorno. Questo perché alla base del Coordinamento vi era la 
          fiducia dei soci fondatori, e l'unico modo per costruire questa fiducia 
          &egrave; guardandosi tra pari. <br>
          Ultima considerazione, ma non per questo meno importante, è il posizionamento 
          del <strong>banner </strong>"<strong>Arci Servizio Civile</strong>". 
          All'inizio la scritta era disposta su due righe: "Arci", sopra, e "servizio 
          civile", sotto. Questo perch&eacute; chi si occupava del servizio civile 
          era un dipartimento di Arci. Quando Arci Servizio Civile diventa un'associazione 
          autonoma il banner viene modificato e la scritta viene posizionata interamente 
          sotto l'ape.<br>
          Il logo poi, nel tempo, è stato soggetto a re-interpretazioni dalle 
          varie sedi locali, nel rispetto dell'originale. Una delle rappresentazioni 
          più originali è probabilmente quella di Arci Servizio Civile Martina 
          Franca, che ha inserito i caratteristici trulli all'interno del logo. 
          Espedienti simpatici, dunque, per differenziarsi come realtà locali, 
          ma l'importante è che il logo continui a essere utilizzato responsabilmente, 
          ben consci del suo significato.</p>
        <p align=justify><font size="2" face="Verdana"><font color="#666666" size="1">[Valentina 
          Vitali, <a href="mailto:romascn@arciserviziocivile.it">romascn@arciserviziocivile.it</a>] 
          </font> </font></p>
        <p align="right"><font face="Verdana" size="1"><a href="#top">top</a></font></p>
        <p align="right"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p align="justify"><font color="#009900" size="3" face="Verdana"><strong>2. 
          Doppia intervista ai nuovi Rappresentanti Nazionali dei volontari<a name="2"></a></strong></font></p>
        <p align="justify" class="testo">L'<strong>11 maggio</strong> sono 
          stati eletti i nostri nuovi Rappresentanti Nazionali all'Assemblea 
          Nazionale dei Delegati, <strong>Gennauro Buonauro</strong> e <strong>Francesco 
          Brollo</strong>. Non poteva dunque mancare una loro intervista su questo 
          numero della Newsletter!</p>
        <table width="100%" border="0" cellspacing="1" cellpadding="5" align="center" class="testo" bgcolor="#CCCCCC">
          <tr bgcolor="#FFFFFF"> 
            <td width="50%"> <div align="center"><font size="2" face="Verdana"><b>Gennaro</b></font></div></td>
            <td> <div align="center"><font size="2" face="Verdana"><b>Francesco</b></font></div></td>
          </tr>
          <tr bgcolor="#FFFFFF"> 
            <td colspan="2"> <div align="center"><strong>1. Assemblea Nazionale 
                dei Delegati - 11 maggio 2007. Parlateci di questa esperienza, 
                di come si &egrave; svolta, di come vi siete proposti e della 
                vostra nomina a Rappresentanti Nazionali. </strong></div></td>
          </tr>
          <tr bgcolor="#FFFFFF"> 
            <td valign="top"> <div align="left">L&#8217;assemblea si &egrave; 
                svolta l&#8217;11 e il 12 maggio. Sono state due giornate molto 
                intense da cui &egrave; nato un documento contenente alcune delle 
                proposte emerse durante l&#8217;assemblea. Due giorni di confronto 
                e discussione, conoscenza e partecipazione. I delegati delle varie 
                Regioni si sono riuniti per scegliere fra di essi un rappresentante 
                regionale, ovvero un referente. Poi sono state accettate le candidature 
                a rappresentante nazionale. Ogni candidato ha esposto il proprio 
                programma. Infine le votazioni. Poich&eacute; l&#8217;anno scorso 
                i due rappresentanti eletti provenivano uno dal Sud e l&#8217;altro 
                dal Nord, quest&#8217;anno bisognava eleggere uno dalla macroarea 
                Centro e l&#8217;altro dalla macroarea Estero. Io mi sono candidato 
                in quanto delegato del Centro.</div></td>
            <td valign="top"> <div align="right">Tutto &egrave; nato dalla candidatura 
                a marzo a delegato per l'Estero. Forse &egrave; nato come un gioco, 
                forse nell'animo c'erano delle esigenze a cui volevo dare voce. 
                Non lo so. Ho avuto poco tempo per decidere di candidarmi. Poi 
                mi sono chiarito con la compilazione del mio programma elettorale: 
                ho pensato profondamente alla figura ideologica del Servizio Civile.<br>
                Io ho visualizzato la mia scelta: &egrave; un'obiezione alle armi 
                - vorrei che fosse considerato alla pari della ferma annuale senza 
                l'uso delle armi. Quindi il programma elettorale &egrave; stato 
                compilato su questo principio: dovremmo avere gli stessi benefici 
                dei militari, con l'unica differenza che nel nostro servizio di 
                difesa della Patria stiamo acquisendo valori e skills differenti.<br>
                Nella giornata dell'11 e 12 maggio ho spiegato chi sono e cosa 
                ho scelto. E naturalmente ho ricordato che sono in rete con altri 
                ragazzi che stanno vivendo la mia stessa esperienza nel progetto 
                dei caschi bianchi. Il risultato &egrave; stato incoraggiante: 
                certo ora so che c'&egrave; qualcuno che mi ha dato fiducia. <br>
                Di certo non me la sento di deludere!</div></td>
          </tr>
          <tr bgcolor="#FFFFFF"> 
            <td colspan="2"> <div class="testo"> 
                <div align="center"><strong>2. In quanto delegata alle funzioni 
                  in materia di SCN, cosa chiedereste al Sottosegretario De Luca 
                  in qualit&agrave; di Rappresentanti?</strong></div>
              </div></td>
          </tr>
          <tr bgcolor="#FFFFFF"> 
            <td valign="top">Il Sottosegretario ha detto che ha avviato il processo 
              di monitoraggio degli enti ma non ha specificato come. Sappiamo 
              solo che gli ispettori sono 6, i giovani di servizio civile sono 
              50 mila e gli enti accreditati 53 mila. Vorrei capire meglio come 
              intendono muoversi. </td>
            <td valign="top"> <div align="right">In quanto rappresentante chiederei 
                maggiore attenzione alla dignit&agrave; del volontario: durante 
                la due giorni il dibattito con gli altri colleghi delegati si 
                &egrave; basato sopratutto sull'uso strumentalizzato del SC per 
                rendere precario il lavoro e il volontario. Questo significa chiedere 
                maggiore fermezza sul nostro status attuale (siamo i figli dell'obiezione 
                di coscienza) e nel frattempo, mentre lavoriamo a un nuovo status, 
                calibrare investimenti e qualit&agrave; dei progetti nella direzione 
                dei valori di Civilt&agrave;, Democrazia, Pace, Patria e Popoli. 
                Non &egrave; certo coerente far passare progetti in cui il volontario 
                &egrave; il sostituto del dipendente (pubblico). Inoltre &egrave; 
                inutile che parliamo di ripudio alla guerra e poi diamo le briciole 
                al SC mentre alle forze armate i fondi non mancano mai!</div></td>
          </tr>
          <tr bgcolor="#FFFFFF"> 
            <td colspan="2"> <div align="center"><strong>3. Cosa pensate del ruolo 
                di rappresentanza ottenuto quando solo il 7% deivolontari in servizio 
                ha dimostrato il proprio interesse per questevotazioni. Chi sentite 
                di rappresentare? O come pensate di ottenere maggiore partecipazione?</strong></div></td>
          </tr>
          <tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF"> 
            <td> <div align="left">Devo rappresentare tutti. La maggiore partecipazione 
                deriva anche dalla qualit&agrave; della formazione dei giovani 
                e dei responsabili e dal coinvolgimento da parte degli enti alle 
                varie iniziative.</div></td>
            <td> <div align="right">Per quanto riguarda i volontari all'estero 
                la partecipazione &egrave; sempre stata bassa. Questo perch&eacute;, 
                generalmente, siamo intensamente presi dalla nostra situazione 
                di vita per molto tempo durante la giornata - basti pensare cosa 
                vuol dire fare la spesa in Zambia o in Guatemala (per fare un 
                esempio). Questo ci consuma molte risorse (in termini di tempo 
                e di fatica umana), quindi &egrave; naturale che la partecipazione 
                sia bassa; molti volontari non sanno nemmeno che ci sono state 
                le votazioni: la posta &egrave; arrivata a casa, e noi non visitiamo 
                tutti i giorni il sito <a href="http://www.serviziocivile,it" target="_blank">www.serviziocivile.it</a>.<br>
                Per i volontari in Italia, spero che siate anche voi cos&igrave; 
                presi nel rendere il mondo migliore. Ma non preoccupatevi, noi 
                rappresentanti ci impegneremo a farvi partecipare in maniera pi&ugrave; 
                incisiva alla vita del servizio civile: non credete che democrazia 
                e diritto sociale sia anche rendere sensibili gli indifferenti 
                ai valori e alle scelte pubbliche?</div></td>
          </tr>
          <tr bgcolor="#FFFFFF"> 
            <td colspan="2"> <div align="center"><strong>4. Abbiamo potuto visionare 
                i vostri programmi elettorali durante il periodo delle elezioni. 
                Concretamente ora quali sono gli obiettivi per questo mandato?</strong></div></td>
          </tr>
          <tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF"> 
            <td> <div align="justify">Dall&#8217;assemblea &egrave; emersa la 
                necessit&agrave; di definire lo status del SC: che cosa &egrave; 
                il SC e chi sono coloro che lo svolgono. Questo &egrave; fondamentale, 
                &egrave; il punto di partenza.<br>
                Altro punto &egrave; la possibilit&agrave; di far partecipare 
                al SC ragazzi con un basso livello di istruzione: servizio civile 
                inteso come coesione sociale.</div></td>
            <td> <div align="right">Concretamente, l'unica cosa che abbiamo messo 
                nero su bianco sono i nostri programmi elettorali. Quindi direi 
                di partire da quelli. Non sta a noi decidere cosa l'UNSC deve 
                fare... noi siamo in un organo consultivo. &Egrave; importante 
                non dimenticare questo. <br>
                Quindi, il passo successivo &egrave; creare una serie di scelte 
                ideali che definiscano le linee guida per un SC ideale. Si parte 
                dai nostri programmi, ma l'ideale non deve essere solo il nostro, 
                bens&igrave; di tutti quei volontari che ci hanno votato. E questo 
                si pu&ograve; fare solo grazie a una rete che inizia dai volontari 
                e passa dai delegati regionali, e poi tramite i rappresentati 
                regionali fino ad arrivare a noi in consulta nazionale.<br>
                Cari volontari, avete gli strumenti: usateli!</div></td>
          </tr>
          <tr bgcolor="#FFFFFF"> 
            <td colspan="2"> <div align="center"><strong>5. Il SC &egrave; sempre 
                pi&ugrave; spesso considerato solamente un'alternativ</strong><strong>a 
                lavorativa, vista la forte precariet&agrave; per i giovani che 
                si affacciano nel mondo del lavoro. Cosa ne pensate al riguardo?</strong></div></td>
          </tr>
          <tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF"> 
            <td>Si, i dati sono evidenti. La maggior parte dei ragazzi &egrave; 
              del Sud. Moltissimi sono i laureati e i laureandi. Purtroppo &egrave; 
              vera la preoccupazione del Sottosegretario quando ha detto: &#8220;<em>Non 
              vorrei che il servizio civile diventasse l&#8217;inizio di un precariato</em>&#8221;. 
            </td>
            <td> <div align="right">Vivo nel nord-est e l'unico problema che ho 
                sentito forse era scegliere quale lavoro fare - non di come trovarlo. 
                Io ho lasciato il lavoro per scegliere quello che volevo fare: 
                il servizio civile all'estero con compiti di cooperazione e di 
                pace. <br>
                Certo a volte rimpiango lo stipendio che prendevo... ma mi sento 
                pienamente appagato dall'esperienza. Ora sta ai volontari scegliere. 
                Se avete bisogno di lavoro, cercate un lavoro, non perdete tempo 
                qui.<br>
                Dall'altro lato sar&agrave; da richiedere una maggiore accuratezza 
                nella valutazione dei progetti.</div></td>
          </tr>
        </table>
        <p align="justify">&nbsp;</p>
        <p align="justify"><font size="2" face="Verdana"><font color="#666666" size="1">[Valentina 
          Vitali, <a href="mailto:romascn@arciserviziocivile.it">romascn@arciserviziocivile.it</a>] 
          </font> </font></p>
        <p align="right"><font face="Verdana" size="1"><a href="#top">top</a></font></p>
        <p align="center"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p class="titolo"><font color="#009900" size="3" face="Verdana"><strong>3. 
          Cosa &egrave; il SC? Sintesi dell'incontro tra Sottosegretario e Delegati 
          Regionali<a name="3" id="3"></a></strong></font> </p>
        <p align="justify" class="testo">&#8220;<em>Assumere consapevolezza di 
          ci&ograve; che si &egrave; e di cosa si pu&ograve; fare. A questo deve 
          servire il servizio civile</em>&#8221;. Questo, in sintesi, il messaggio 
          del Sottosegretario <strong>De Luca</strong> all&#8217;incontro dell&#8217;<strong>11 
          maggio</strong> con i delegati regionali del servizio civile. E precisa: 
          &#8220;<em>Non vorrei che i 433 euro al mese diventassero il sostituto 
          di un lavoro che non c&#8217;&egrave;, l&#8217;inizio di un precariato. 
          Intendevo dire questo a Padova, non voglio togliere il rimborso ai volontari</em>&#8221;. 
          <br>
          Il tema dell&#8217;incontro &egrave; stato il ruolo e il significato 
          del servizio civile. Oggi i volontari sono diventati 50 mila. E a tale 
          proposito il Sottosegretario invita a riflettere: &#8220;<em>&Egrave; 
          questo un successo per il servizio civile? Come mai &egrave; pi&ugrave; 
          forte al Sud che al Nord? Perch&egrave; la maggior parte delle domande 
          dei ragazzi &egrave; rivolta ai settori del turismo e dell&#8217;emergenza 
          e meno all&#8217;accoglienza e agli anziani? Non dobbiamo far diventare 
          il servizio civile qualcosa che non &egrave;</em>&#8221;.<br>
          Durante l&#8217;incontro sono state riprese le parole di <strong>Prodi</strong> 
          che a Napoli ha indicato il servizio civile come &#8220;<em>valore aggiunto 
          per costruire una cittadinanza europea, una risorsa importante per il 
          Paese</em>&#8221;.<br>
          Per <strong>Licio Palazzini</strong>, presidente della Consulta Nazionale, 
          il servizio civile deve avere una missione educativa e non produttiva, 
          deve essere finalizzato all&#8217;educazione dei giovani pi&ugrave; 
          che alle attivit&agrave; degli enti. E <strong>Diego Cipriani</strong>, 
          direttore dell&#8217;UNSC, confida: &#8220;<em>Il mio sogno &egrave; 
          che al servizio civile possano accedere anche giovani con un basso grado 
          di istruzione, perch&eacute; la funzione del servizio civile &egrave; 
          quella della coesione sociale</em>&#8221;.<br>
          Tra gli elementi di criticit&agrave; emerge la necessit&agrave; di rafforzare 
          il monitoraggio degli enti, i quali spesso utilizzano i volontari in 
          sostituzione del personale. Il Ministro <strong>Ferrero</strong> invita 
          a trovare nuovi meccanismi di selezione da parte degli enti per evitare 
          episodi di clientelismo. Intanto emerge dal dibattito che il numero 
          degli ispettori che devono verificare l&#8217;operato degli enti in 
          tutta Italia &egrave; da poco passato da 3 a 6 unit&agrave;. Mancano 
          i soldi. La Consulta quest&#8217;anno dispone di meno di 7 mila euro, 
          e questo perch&eacute;, secondo Palazzini, &#8220;<em>l&#8217;Italia 
          &egrave; un paese strano: quando si devono operare dei tagli, si preferisce 
          intervenire sugli enti che hanno speso poco</em>&#8221;. Anche quest&#8217;anno, 
          i progetti idonei sono troppi rispetto ai soldi stanziati. E Cipriani 
          sottolinea che le spese sono tante: &#8220;<em>solo l&#8217;invio per 
          posta a tutti i volontari dei codici per le elezioni &egrave; costato 
          40 mila euro</em>&#8221;. Non si potevano inviare per email?<br>
        </p>
        <p align="justify" class="testo"><font color="#666666" size="1" face="Verdana">[Gennaro 
          Bonauro]</font></p>
        <p align="right" ><font size="2" face="Verdana"><font color="#339933" size="1"><a href="#top" class="top">top</a></font></font></p>
        <p align="right" ><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p><span class="titolo"><strong><font color="#009900" size="3" face="Verdana">4</font><font color="#009900" size="3" face="Verdana">.</font><font size="3" face="Verdana"><span class="testo"><strong></strong></span></font><font color="#009900" size="3" face="Verdana"> 
          </font><font color="#009900" size="3" face="Verdana"><strong>Manifestazione 
          di solidariet&agrave; per <em>Lavoro e non solo</em></strong></font><font size="3" face="Verdana"><span class="testo"><strong><font color="#339933"><a name="4" id="4"></a></font></strong></span></font></strong></span></p>
        
        <div align="justify"><span class="testo"> Il <strong>20 Maggio</strong>, 
          nella piazza di Corleone, in provincia di Palermo, si è tenuta una manifestazione 
          di solidarietà alla cooperativa dell’Arci “<strong><em>Lavoro e non 
          solo</em></strong>”, che gestisce in quel territorio circa 100 ettari 
          di terreno confiscati alla mafia.<br>
          Qualche giorno prima, infatti, la coop aveva subito un grave atto intimidatorio 
          su uno di quei terreni, in contrada Pietralunga, dove era stato impiantato 
          un vigneto.<br>
          Proprio su quel vigneto i soci hanno riscontrato un’anomalia non attribuibile 
          al caso: circa il 70% dei rami che avrebbero consentito la produzione 
          del 2008 sono stati danneggiati dai soliti ignoti.<br>
          L’intimidazione lascia pochi dubbi sul messaggio che è stato mandato: 
          per il presente, continuate a lavorare. Per quanto riguarda il futuro…<br>
          “<em>Lavoro e non solo</em>” è una cooperativa sociale di tipo b, ai 
          sensi della Legge 381/91, che mira al reinserimento sociale di soggetti 
          cosiddetti disagiati. Detta così, è piuttosto sterile come definizione.<br>
          Bisogna conoscerli, quei ragazzi, per capire il miracolo quotidiano 
          che questa cooperativa rappresenta.<br>
          Primo su tutti, l’impegno, preso 7 anni fa e portato avanti con dedizione, 
          di non rendere vano il sacrificio di Pio La Torre e di quanti, dopo 
          di lui, hanno individuato nella confisca dei beni ai mafiosi e nel loro 
          successivo riutilizzo sociale, uno strumento efficace contro la criminalità 
          organizzata.<br>
          Ma un impegno del genere comporta delle responsabilità, che i soci della 
          cooperativa affrontano quotidianamente, dal convivere fianco a fianco 
          con gli “ex proprietari” delle terre confiscate, alla difficile conquista 
          della fiducia da parte della comunità locale.<br>
          Eppure questi ragazzi sembrano instancabili. Mai piegati dalla fatica 
          del lavoro sui campi, mai demotivati, neanche davanti a un’intimidazione 
          come quella appena subita.<br>
          Loro vanno avanti, consapevoli dell’importanza del loro lavoro, umili 
          come solo i grandi uomini sanno essere.<br>
          Quando a una volontaria, come è successo a me, viene data la possibilità 
          di vivere tutto questo, magari strappando un sorriso a questi ragazzi, 
          quei valori per i quali ognuno di noi ha scelto di fare il Servizio 
          Civile Nazionale raggiungono la loro realizzazione più vera.<br>
          “<em>Lavoro e non solo</em>” organizza ogni anno i campi di lavoro e 
          di studio sui terreni confiscati alla mafia nell’ambito del progetto 
          LiberArci dalle Spine. Un’opportunità concreta, per noi giovani, di 
          contribuire alla ricostruzione di una realtà sociale, economica e aggregativa 
          fondata sulla legalità e sul rispetto della persona. <br>
          “<em>Arrendersi al presente è il peggior modo di costruire il futuro</em>”, 
          diceva Tom Benetollo. I soci della cooperativa hanno già ripreso il 
          loro lavoro, stanno dimostrando coi fatti di non arrendersi al presente. 
          Speriamo di essere in tanti, quest’estate, su quei campi restituiti 
          alla società civile, a costruire un futuro. Per info: <a href="http://www.lavoroenonsolo.com" target="_blank">www.lavoroenonsolo.com</a> </p> 
          </span> </div>
        <p align="justify" class="testo"><font color="#666666" size="1" face="Verdana">[<a href="mailto:palermoscn@arciserviziocivile.it">palermoscn@arciserviziocivile.it</a>]</font></p>
        <p align="right" class="testo"><font size="1" face="Verdana"><a href="#top" class="top">top</a></font></p>
        <p align="right"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p class="titolo"><font color="#009900" size="3" face="Verdana"><strong>5. 
          Benvenuta C.R.E.S.Ci Campania!<a name="5" id="5"></a></strong></font></p>
        <p align="justify" class="testo">Marted&igrave; 8 maggio, presso la Regione 
          Campania, noi volontari di ASC Napoli abbiamo assistito al convegno 
          &#8220;<strong>Le prospettive del SC in Italia ed in Campania</strong>&#8221; 
          avente lo scopo di presentare la neonata Conferenza Regionale degli 
          enti di Servizio Civile in Campania (C.R.E.S.Ci).<br>
          La <strong>C.R.E.S.Ci</strong> raccoglier&agrave; le istanze regionali 
          degli enti nazionali e di quelli presenti esclusivamente sul territorio 
          regionale condividendo gli scopi e le finalit&agrave; del SC: promozione 
          della cittadinanza attiva, della solidariet&agrave;, degli strumenti 
          di pace e di legalit&agrave;, per favorire la crescita umana, professionale 
          e occupazionale di noi giovani.<br>
          Al convegno sono intervenuti: <strong>Giuseppe De Stefano</strong>, 
          presidente della C.R.E.S.Ci Campania, che ha aperto il dibattito, illustrando 
          gli obiettivi del nuovo ente e augurandogli un positivo sviluppo; <strong>Fausto 
          Casini</strong>, presidente della CNESC (Conferenza Nazionale Enti Servizio 
          Civile); <strong>Licio Palazzini</strong>, presidente della Consulta 
          Nazionale Enti Servizio Civile e di Arci Servizio Civile, impegnato 
          nella mediazione tra le istanze degli enti di SCN e di quelli Regionali; 
          <strong>Diego Cipriani</strong>, direttore dell&#8217;UNSC, che ha illustrato 
          le prospettive del SC partendo dalle statistiche e problematiche degli 
          ultimi anni. Infine, l&#8217;Assessora Regionale alle Politiche Sociali 
          e Giovanili, Rosa D&#8217;Amelio, ha ribadito l&#8217;importanza della 
          nascita della C.R.E.S.Ci. &#8220;<em>che porter&agrave; alla nostra 
          regione un contributo in termini di idee e di risorse che risulter&agrave; 
          sicuramente prezioso</em>&#8221;. Inoltre, essendo la Campania la regione 
          pi&ugrave; &#8220;giovane&#8221; d&#8217;Italia e con un altissimo numero 
          di giovani impegnati nel SC, essa rappresenta una guida per lo sviluppo 
          dell&#8217;intera rete di SC. Per testimoniare l&#8217;importanza della 
          C.R.E.S.Ci. e della CNESC, di cui ne &egrave; un&#8217;emanazione regionale, 
          Fausto Casini ha illustrato gli ultimi dati sulle dimensioni assunte 
          dal SC in Italia grazie al valido contributo di tali enti. In particolare 
          per gli enti della CNESC, &#8220;<em>gli utenti che complessivamente 
          hanno usufruito delle attivit&agrave; di SC in Italia nel 2005 sono 
          stati oltre 400.000. I volontari impiegati si sono adoperati ciascuno 
          a favore di circa 156 utenti; il valore economico dei servizi erogati 
          attraverso l&#8217;attivit&agrave; di SC &egrave; particolarmente rilevante: 
          si stima intorno ai 48 milioni di euro</em>&#8221;. Risultati incoraggianti 
          e di buon auspicio! </p>
        <p align="justify" class="testo"><font color="#666666" size="1" face="Verdana">[<a href="mailto:napoliscn@arciserviziocivile.it">napoliscn@arciserviziocivile.it</a>]</font></p>
        <p align="right"><font size="1" face="Verdana"><a href="#top" class="top">top</a></font></p>
        <p align="right"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p align="left"><font color="#009900" size="3" face="Verdana"><strong>6. 
          L’ultimo nato in casa Arci Servizio Civile Roma: il Forum<a name="6"></a></strong></font></p>
        <p align="justify" class="testo">Da qualche settimana il sito internet 
          di <strong>Arci Servizio Civile Roma</strong> si &egrave; dotato di 
          un utilissimo strumento di democrazia a disposizione di tutti: il <strong>Forum</strong>.<br>
          Si tratta di uno spazio virtuale in cui le persone si &#8220;incontrano&#8221; 
          per esprimere le proprie idee, per discutere, per segnalare eventi e 
          appuntamenti particolari o semplicemente per cercare delle informazioni.<br>
          &Egrave; suddiviso in pi&ugrave; aree tematiche, finalizzate a categorizzare 
          meglio gli argomenti e ad aiutare i visitatori a trovare le informazioni 
          ricercate, tra loro collegate da un comune filo rosso: discutere del 
          SCN, chiarire eventuali dubbi in merito all&#8217;argomento, condividere 
          esperienze e conoscenze.<br>
          La struttura dei forum &egrave; ad albero: ogni sezione del forum, che 
          rappresenta un'area tematica, contiene una serie di topic distinti da 
          un titolo che categorizza l'argomento trattato al suo interno. Ciascun 
          topic, creato dagli stessi utenti ogni volta che vogliono aprire una 
          nuova discussione, racchiude in s&eacute; un vero e proprio dibattito.<br>
          Il forum rappresenta dunque un utilissimo strumento di comunicazione 
          che funziona in maniera asincrona, come una casella postale pubblica 
          nella quale ciascuno &egrave; libero di consultare i messaggi e di rispondervi, 
          e che ci permette di aprire nuove discussioni, trovare indicazioni utili, 
          dialogare con altri utenti.<br>
          Il modo migliore per comprendere l&#8217;enorme potenzialit&agrave; 
          del forum, comunque, &egrave; provarlo! Per questo motivo vi invitiamo 
          a registrarvi subito, esplorare le diverse &#8220;stanze&#8221; presenti, 
          lasciare un messaggio.<br>
          Un forum senza visitatori, oltre che estremamente triste, &egrave; una 
          entit&agrave; insensata, in quanto il suo scopo principale &egrave; 
          quello di creare una comunit&agrave; virtuale all&#8217;interno della 
          quale persone accomunate da condivise sensibilit&agrave;, desideri, 
          percezioni possano intraprendere un proficuo percorso di confronto.<br>
          Perci&ograve; affrettatevi, il <a href="http://www.arciserviziocivileroma.net/forum%20" target="_blank">Forum 
          di Arci Servizio Civile Roma</a> attende impaziente di essere alimentato 
          anche dal vostro irrinunciabile apporto!</p>
        <p align="justify" class="testo"><font color="#666666" size="1" face="Verdana">[Lara 
          Lauretta, <a href="mailto:romascn@arciserviziocivile.it">romascn@arciserviziocivile.it</a>]</font></p>
        <p align="right"><font size="1" face="Verdana"><a href="#top" class="top">top</a></font></p>
        <p align="right"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p align="left" class="titolo"><font color="#009900"><strong><a name="7" id="7"><font face="Verdana">7. 
          </font></a><font face="Verdana">Il futuro del Servizio Civile Nazionale</font><font color="#009900"><strong><a name="7" id="7"></a></strong></font></strong></font></p>
        <p align="justify" class="testo">Il 14 maggio presso la libreria Rinascita 
          a Roma c&#8217;&egrave; stato un incontro dal titolo &#8220;<strong>Il 
          futuro del Servizio Civile Nazionale. Potenzialit&agrave; e limiti di 
          un&#8217;occasione che cambia la vita</strong>&#8221;.<br>
          Il dibattito, coordinato da <strong>Luciano Ventura</strong>, Responsabile 
          del Servizio Civile di Legambiente, ha visto la partecipazione di <strong>Licio 
          Palazzini</strong>, Presidente di ASC, il quale ha ricordato il lungo 
          e complesso percorso che dagli obiettori di coscienza ha portato alla 
          nascita del SCN, ribadendo l&#8217;importanza di un servizio vissuto 
          come opportunit&agrave; per promuovere una <strong>cultura di pace</strong> 
          e prestare un <strong>servizio alla collettivit&agrave;</strong>.<br>
          Ha sollevato poi una questione importante, relativa a quello che le 
          Istituzioni si aspettano dal SCN, perch&eacute; in alcuni casi diventa 
          un modo per sopperire alle carenze delle Istituzioni. <br>
          Per <strong>Arci Servizio Civile</strong> si tratta innanzitutto di 
          un&#8217;opportunit&agrave; di formazione e non di un modo per risolvere 
          problemi di competenza dello Stato. Bisogna poter estendere la partecipazione 
          dei giovani affinch&eacute; possa essere un diritto di tutti e non un 
          privilegio di pochi (attualmente soltanto un ragazzo su dieci pu&ograve; 
          svolgere il SCN).<br>
          L&#8217;intervento successivo &egrave; stato di <strong>Francesco Ferrante</strong>, 
          Capogruppo dell&#8217;Ulivo della Commissione Ambiente del Senato, anche 
          lui obiettore di coscienza, il quale ha ricordato che il SC non &egrave; 
          pi&ugrave; la semplice prosecuzione di questa esperienza, in quanto 
          ha autonomia culturale e finalit&agrave; proprie, &#8220;<em>fare Servizio 
          Civile &egrave; una straordinaria occasione di formazione per i giovani, 
          non neutra</em>&#8221;, che mira a formare cittadini partecipi alla 
          vita pubblica. Riprendendo quanto detto dal Presidente di ASC, ha ribadito 
          che &#8220;<em>non deve sostituire ci&ograve; che manca nelle Istituzioni 
          n&eacute; far passare la malintesa idea che sia un serbatoio di manodopera, 
          seppur intellettuale</em>&#8221;.<br>
          <strong>Andrea Morinelli</strong>, Responsabile di ASC Roma, ha ricordato 
          che la sede locale di Roma elabora progetti dal 2002 e in cinque anni 
          ha avuto 750 ragazzi in servizio (attualmente sono circa 150). Riscontrando 
          una forte presenza di studenti universitari che svolgono il servizio, 
          ha sottolineato l&#8217;importanza di scrivere progetti eterogenei per 
          far s&igrave; che il titolo di studio non diventi un elemento selettivo 
          e quindi discriminante per potervi accedere. <br>
          &Egrave; importante che i giovani volontari sviluppino un senso di comunit&agrave; 
          e di partecipazione critica alla vita pubblica. Mi piace riportare la 
          sua affermazione conclusiva: &#8220;<em>Ragazzi, dovete essere attivi, 
          se non partecipate alle decisioni qualcun altro lo far&agrave; per voi!</em>&#8221;.<br>
          &Egrave; intervenuta poi <strong>Cristiana Avenali</strong>, Direttore 
          di Legambiente Lazio, ricordando come in sei anni (dalla legge 64/2001) 
          il SCN sia cresciuto anche se permangono degli elementi di criticit&agrave;, 
          per esempio il fatto che da molti sia ancora equiparato al Servizio 
          Militare. &Egrave; importante che rimanga volontario, perch&eacute; 
          &egrave; proprio <strong>dalla scelta che scaturisce l&#8217;impegno</strong>, 
          e che non sia per gli enti un modo per sopperire alle mancanze di organico.</p>
        <p align="justify" class="testo"><font color="#666666" size="1" face="Verdana">[Silvana 
          Leone, <a href="mailto:romascn@arciserviziocivile.it">romascn@arciserviziocivile.it</a>]</font></p>
        <p align="right"><font size="1" face="Verdana"><a href="#top" class="top">top</a></font></p>
        <p align="right"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p align="left" class="titolo"><font color="#009900" size="3" face="Verdana"><strong>8. 
          Modifiche in materia OdC<a name="8" id="8"></a></strong></font></p>
        <p align="justify" class="testo">Lo scorso <strong>8 maggio </strong>la 
          Camera ha approvato il testo del Disegno di Legge che modifica le norme 
          del luglio 1998 in materia di Obiezione di Coscienza.<br>
          L&#8217;attuale normativa non consente all&#8217;obiettore di avere 
          autorizzazioni alla detenzione, uso e commercio di armi e materiali 
          esplodenti, di ricoprire ruoli imprenditoriali o direttivi, anche in 
          ambito civile, che abbiano la necessit&agrave; del possesso di licenze 
          di pubblica sicurezza, la detenzione di arma per difesa personale o 
          l&#8217;uso di materiali esplodenti a scopo civile.<br>
          Spesso tali divieti generano situazioni paradossali. Ad esempio, un 
          obiettore non pu&ograve; assumere la direzione di fabbriche di airbag 
          o praticare sport olimpici come il biathlon. Non pu&ograve; essere direttore 
          di cave o appartenere al corpo della polizia scientifica.<br>
          &Egrave; chiara, ma forse non per tutti, la necessit&agrave; di una 
          modifica a tale Legge al fine di consentire a chi in giovane et&agrave; 
          ha compiuto una scelta di modificarla e di fare una professione diversa.<br>
          Per <strong>Roberta Pinotti</strong>, relatrice della modifica, si tratta 
          del &#8220;<em>riconoscimento di un diritto, ma anche la responsabilit&agrave; 
          individuale, senza un colpo di spugna per tutti</em>&#8221;. Di diverso 
          avviso <strong>Carlo Giovanardi</strong>: per il parlamentare dell&#8217;Udc, 
          infatti, la soluzione proposta &#8220;<em>&egrave; degna di una Paese 
          di Pulcinella, offensiva e umiliante sia per quelli che il militare 
          lo hanno fatto sia per quelli che l&#8217;obiezione di coscienza l&#8217;hanno 
          dichiarata perch&eacute; ci credevano davvero</em>&#8221;.<br>
          Ma non &egrave; solo il mondo politico a interrogarsi sulla correttezza 
          del Disegno di Legge. Anche l&#8217;opinione pubblica si esprime, talvolta 
          apostrofando gli obiettori come &#8220;<em>furbetti</em>&#8221; che 
          &#8220;<em>per comodit&agrave; e convenienza hanno mentito per evitare 
          la naja</em>&#8221;, talvolta ricordando la propria personale esperienza 
          di obiettore e considerando il servizio civile sostitutivo come un modo 
          &#8220;<em>per essere pi&ugrave; utili al Paese e agli altri</em>&#8221; 
          e come &#8220;<em>scelta</em>&#8221; degna di essere riconosciuta come 
          tale e non &#8220;<em>come un ripiego di minor valore</em>&#8221;. <br>
          Se la Legge sar&agrave; approvata dal Senato, eventualmente un ex-obiettore, 
          dopo 5 anni dal congedo, potr&agrave; richiedere all&#8217;UNSC la revoca 
          definitiva dello status di obiettore.</p>
        <p align="justify" class="testo"><font color="#666666" size="1" face="Verdana">[Paola 
          Santoro, <a href="mailto:romascn@arciserviziocivile.it">romascn@arciserviziocivile.it</a>]</font></p>
        <p align="right"><font size="1" face="Verdana"><span class="top"><a href="#top">top</a></span></font></p>
        <p align="right"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p align="justify" class="titolo"><font color="#009900" face="Verdana"><strong>9. 
          Servizio Civile aperto agli stranieri: la proposta di Ferrero<a name="9" id="9"></a></strong></font></p>
        <p align="justify" class="testo">Merita una notazione quanto dichiarato 
          da <strong>Paolo Ferrero</strong>, il Ministro della Solidariet&agrave; 
          Sociale, alla <strong>V Conferenza del Volontariato</strong>, che si 
          &egrave; tenuta a Napoli dal 13 al 15 aprile. L&#8217;incontro &egrave; 
          avvenuto con un gruppo di giovani volontari, i quali hanno presentato 
          un documento in cui si chiede un maggiore coinvolgimento degli stessi 
          nelle fasi decisionali.<br>
          Il Ministro nel corso del suo intervento ha dichiarato di voler presentare 
          una <strong>modifica alla Legge attuale sul Servizio Civile </strong>(Legge 
          n&deg;64/2001), estendendo la possibilit&agrave; di diventare volontari 
          <strong>anche ai giovani stranieri con carta di soggiorno</strong> (viene 
          rilasciato a tempo indeterminato e pu&ograve; essere richiesto solo 
          da chi possiede un permesso di soggiorno da almeno 5 anni), &#8220;<em>che 
          stanno qui da tempo e che sono ben integrati nel tessuto sociale</em>&#8221;, 
          a chi non ha il diploma e a quei ragazzi che hanno precedenti penali, 
          ma che abbiano scontato i reati.<br>
          Personalmente sono favorevole a questa proposta, che probabilmente &egrave; 
          frutto della presa di coscienza di un processo in atto che vede l&#8217;Italia 
          di fronte alla sfida dell&#8217;<strong>integrazione</strong>, un <strong>processo 
          bidirezionale</strong> di arricchimento e di reciproco venirsi incontro.<br>
          Il SCN, che &egrave; anche un percorso di <strong>formazione alla cittadinanza</strong>, 
          pu&ograve; essere un&#8217;opportunit&agrave; per i giovani stranieri 
          che vivono in questo Paese (alcuni dei quali potrebbero decidere di 
          assumerne la cittadinanza) per sentirsi parte di una collettivit&agrave; 
          che li include e li eguaglia nei doveri ma anche nei diritti.<br>
          In questo la <strong>regione Emilia Romagna</strong> ha svolto la parte 
          da pioniere, infatti ha dato il via a un bando per progetti (gli enti 
          possono presentare i progetti in Regione entro il 15 giugno 2007), in 
          cui ci saranno circa 90 posti per i giovani stranieri, residenti o domiciliati 
          in Emilia-Romagna, che vogliono fare il Servizio Civile Regionale.</p>
        <p align="justify" class="testo"><font color="#666666" size="1" face="Verdana">[Silvana 
          Leone, <a href="mailto:romascn@arciserviziocivile.it">romascn@arciserviziocivile.it</a>]</font></p>
        <p align="right"><font size="1" face="Verdana"><a href="#top" class="top">top</a></font></p>
        <p align="left"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p align="left"><font color="#009900" size="3" face="Verdana"><strong>10. 
          La solidariet&agrave; viaggia sul <em>giallo</em><a name="10"></a></strong></font></p>
        <p align="justify" class="testo">A Cesena pu&ograve; capitare di imbattersi 
          in un pulmino tutto giallo con una banda tricolore in cima: &egrave; 
          <strong>Libero bis</strong>, appartenente all&#8217;associazione Arci 
          Solidariet&agrave; Cesenate, impegnata per favorire la mobilit&agrave; 
          quotidiana di adulti, ragazzi e disabili. La storia di questo mezzo 
          &egrave; particolare: essa sancisce la collaborazione tra Arci Solidariet&agrave; 
          Cesenate e Arci Servizio Civile. <br>
          Nel 1997, infatti, nasce il &#8220;<strong>Progetto Libero</strong>&#8221;, 
          da cui il mezzo prende il nome: Arci Solidariet&agrave;, venendo incontro 
          a un&#8217;esigenza riscontrata nel territorio, decide di acquistare 
          un primo pulmino (chiamato Libero1) da impiegare negli spostamenti delle 
          persone svantaggiate. Il servizio viene accolto favorevolmente: le richieste 
          aumentano e l&#8217;associazione decide di acquistare un secondo automezzo. 
          Nel frattempo, per&ograve;, Libero1 viene rubato: il servizio &egrave; 
          messo in bilico da questo avvenimento. Tuttavia, proprio quell&#8217;anno, 
          Dario Fo vince il premio nobel per la Letteratura: con i soldi ricevuti 
          e l'aiuto di partners, decide di istituire un fondo con lo scopo di 
          donare, alle associazioni che li richiedono, pulmini attrezzati per 
          i disabili. <br>
          Arci Solidariet&agrave; presenta domanda all&#8217;iniziativa &#8220;<strong>Un 
          nobel per i disabili</strong>&#8221; e di l&igrave; a qualche mese riceve 
          un mezzo equipaggiato per 7 posti pi&ugrave; 2 carrozzine: il veicolo 
          rimane di propriet&agrave; di Dario Fo e della sua associazione, ma 
          Arci Solidariet&agrave; pu&ograve; servirsene in uso gratuito. <br>
          Libero bis prosegue il suo servizio percorrendo pi&ugrave; di 150.000 
          km e venendo incontro alle esigenze della popolazione cesenate. Dopo 
          qualche anno, l&#8217;associazione di Dario Fo propone il riscatto del 
          mezzo: per 6.000 &euro;, il pulmino diventer&agrave; propriet&agrave; 
          di Arci Solidariet&agrave;. Le finanze dell&#8217;associazione non permettono 
          una tale spesa, ma qui entra in campo Arci Servizio Civile Cesena che 
          acquista il mezzo e successivamente lo cede ad Arci Solidariet&agrave; 
          Cesenate in uso gratuito. L&#8217;unico vincolo richiesto &egrave; la 
          possibilit&agrave; di inserire su Libero bis una scritta - &#8220;<strong>IO 
          VOGLIO rendermi utile: Servizio Civile Nazionale-Arci Servizio Civile 
          Cesena</strong>, tel. 0547/383790 <a href="http://www.serviziocivilearci.it" target="_blank">www.serviziocivilearci.it</a>&#8221; 
          - che pubblicizzi e promuova a livello locale l'esperienza di servizio 
          civile.</p>
        <p align="justify" class="testo"><font color="#666666" size="1" face="Verdana">[<a href="mailto:cesenascn@arciserviziocivile.it">cesenascn@arciserviziocivile.it</a>]</font></p>
        <p align="right"><font size="1" face="Verdana"><a href="#top" class="top">top</a></font></p>
        <p align="left"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p align="left"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif"><br>
          </font><font face="Verdana"><strong><font color="#009900">11. Venti 
          di Erasmus</font></strong><a name="11" id="11"></a></font></p>
        <p align="justify" class="testo">&#8220;<strong>Venti di Erasmus</strong>&#8221; 
          &egrave; la celebrazione che la Presidenza del Consiglio dei Ministri, 
          con il coinvolgimento del Ministero dell&#8217;Universit&agrave; e della 
          Ricerca e del Dipartimento per le Politiche giovanili e per le attivit&agrave; 
          sportive, dedica al pi&ugrave; grande programma di scambi universitari 
          del mondo. <br>
          L&#8217;occasione ha visto la partecipazione di circa un milione e mezzo 
          di giovani europei e ha significativamente contribuito alla conoscenza 
          e allo scambio reciproco di idee ponendosi alla base della costruzione 
          di una nuova identit&agrave; e di una nuova cultura comune europea.<br>
          L&#8217;anniversario del programma Erasmus &egrave; stato ritenuto uno 
          dei pi&ugrave; significativi momenti nell&#8217;ambito dei festeggiamenti 
          collegati al cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati di 
          Roma, tanto da essere compreso tra i grandi eventi del 2007.<br>
		  In 
          occasione dei vent&#8217;anni dall&#8217;inizio del programma Erasmus 
          la Provincia e il Comune di Rimini, in collaborazione con la Regione 
          Emilia-Romagna, hanno promosso l&#8217;evento &#8220;Villaggio Erasmus&#8221; 
          per creare momenti di incontro fra i giovani di tutta Europa. <br>
          Tra il 10 e il 12 maggio, alla nuova Darsena di Rimini a San Giuliano, 
          si sono riuniti tantissimi giovani per ascoltare poeti, scrittori, esponenti 
          di governo, musica e interventi di attualit&agrave; e cultura. <br>
          &Egrave; stata questa un&#8217;occasione per promuovere il Servizio 
          Civile Nazionale. Infatti nella nostra regione sono principalmente studenti 
          universitari a essere interessati al SCN, essendo un modo per provare 
          un&#8217;esperienza vicina ai loro interessi e studi. Soprattutto la 
          giornata di sabato 12 maggio, visto il programma della serata in cui 
          hanno suonato gruppi musicali conosciuti quali Afterhours, Tiromancino, 
          Bandabard&ograve;, ha attirato a s&eacute; un numero ancora maggiore 
          di giovani.<br>
        </p>
        <p align="justify" class="testo"><font color="#666666" size="1" face="Verdana">[Erica 
          e Valentina, <a href="mailto:riminiscn@arciserviziocivile.it">riminiscn@arciserviziocivile.it</a>]</font></p>
        <p align="right"><font size="1" face="Verdana"><a href="#top" class="top">top</a></font></p>
        <p align="left"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------<br>
          </font><font color="#009900" face="Verdana"><strong>12. Terra Futura<a name="12" id="12"></a></strong></font></p>
        <p align="justify" class="testo">Venerd&igrave; 18 Maggio a Firenze &egrave; 
          stata inaugurata <strong>Terra Futura</strong>, la mostra convegno internazionale 
          sulle buone pratiche di sostenibilit&agrave;. Gli obiettivi della fiera 
          sono stati quelli di divulgare e far conoscere le novit&agrave; &#8220;eco&#8221;, 
          ma soprattutto sensibilizzare a un cambiamento verso una societ&agrave; 
          pi&ugrave; rispettosa della natura e non solo, attraverso cinque aree 
          tematiche: abitare, produrre, coltivare, agire e soprattutto governare!<br>
          I tre giorni sono serviti per comprendere come &#8220;<strong>agire 
          in pratica</strong>&#8221; per garantire un futuro alla Terra e come 
          costruire un modello di sviluppo diverso, pi&ugrave; equo e sostenibile, 
          incontrando progetti, esperienze ed esempi concreti che hanno spaziato 
          dalla tutela dell&#8217;ambiente alle energie alternative rinnovabili, 
          dall&#8217;impegno per la pace alla cooperazione internazionale, dal 
          rispetto dei diritti umani alla finanza etica, al commercio equo; e 
          ancora: turismo responsabile, mobilit&agrave; sostenibile, agricoltura 
          biologica e biodinamica, bioedilizia, salute e medicine non convenzionali&#8230;<br>
          Noi del progetto &quot;Promozione locale del SCN&quot; in serivizio 
          presso ASCRoma abbiamo potuto fare una toccata e fuga durante il primo 
          giorno di fiera, approfittando della gentilezza dello stand dell&#8217;Arci 
          per fare un po&#8217; di promozione del SCN.<br>
          Di servizio civile si &egrave; parlato anche allo stand della <strong>Caritas</strong>, 
          dove &egrave; stata presentata una<strong> ricerca della Doxa</strong> 
          sulla conoscenza e la percezione del SC da parte dei cittadini italiani, 
          e sulle opinioni riguardanti l&#8217;eventuale <strong>istituzione del 
          SC obbligatorio</strong>.<br>
          Dai risultati &egrave; emerso che circa il 73% degli italiani ha sentito 
          parlare di servizio civile e ne ha un&#8217;opinione positiva (82%). 
          L&#8217;aspetto pi&ugrave; noto ovviamente &egrave; quello relativo 
          all&#8217;impegno sociale, dove al servizio civile viene riconosciuto 
          un valore come contributo verso la societ&agrave; e le fasce pi&ugrave; 
          deboli. Meno conosciuto &egrave; invece il <strong>servizio civile come 
          opportunit&agrave;</strong> di formazione sociale e culturale, e come 
          espressione di difesa della Patria (soltanto un 19%).<br>
          Per quanto riguarda l&#8217;ipotesi di introduzione dell&#8217;obbligatoriet&agrave; 
          del servizio della durata di sei mesi, gli intervistati si sono divisi 
          in due opposte fazioni: il 45% si &egrave; dichiarato favorevole e il 
          42% contrario (il 13% non sa). Questi i principali motivi per chi si 
          &egrave; dichiarato a favore: il SC aiuta a maturare (32%), &egrave; 
          un aiuto per il prossimo (27%), necessit&agrave; di personale nell&#8217;ambito 
          sociale-comunitario (14%). Il motivo principale per chi si &egrave; 
          dichiarato contrario &egrave; stato invece: il SC deve essere una libera 
          scelta (62%). <br>
          La posizione del rappresentante della Caritas &egrave; stata molto chiara 
          al riguardo, non ritiene infatti che rendere obbligatorio il SCN sia 
          la soluzione ideale per incentivare i giovani a essere cittadini attivi. 
          Ha per&ograve; proposto un altro tipo di obbligo, ossia la presenza 
          nelle scuole di momenti di confronto e di discussione sui temi della 
          cittadinanza e partecipazione, quindi anche sul SC, in modo da educare 
          e guidare i giovani. <br>
          Personalmente mi trovo d&#8217;accordo con quanto detto, anche perch&eacute; 
          rendere obbligatorio il servizio civile sarebbe come fare un passo indietro 
          nel tempo. Obbligare qualcuno a fare qualcosa (anche se utile) penso 
          sia una politica negativa, perch&eacute; l&#8217;imposizione viene sempre 
          considerata come una minaccia alla propria libert&agrave;.<br>
          Tanti buoni propositi quindi in questa fiera, anche se consiglierei 
          caldamente agli standisti di sprecare meno carta per volantini pubblicitari, 
          visto soprattutto il tema della manifestazione!</p>
        <p align="justify" class="testo"><font color="#666666" size="1" face="Verdana">[Velentina 
          Vitali, <a href="mailto:romascn@arciserviziocivile.it">romascn@arciserviziocivile.it</a>]</font> 
        </p>
        <p align="right"><font size="1" face="Verdana"><a href="#top" class="top">top</a> 
          </font></p>
        <p align="left"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p align="left"><font face="Verdana"><strong><font color="#009900">13. 
          Globe</font></strong></font></span><font color="#009900"><strong><font color="#009900"><strong><font face="Verdana">: 
          il Salone sulle opportunit&agrave; internazionali<a name="13" id="13"></a></font></strong></font></strong></font></p>
        <p align="justify" class="testo">L&#8217;<strong>11 e il 12 maggio</strong> 
          presso la sede della Fao a Roma si &egrave; tenuto <strong>Globe, il 
          Salone sulle opportunit&agrave; internazionali</strong>. &Egrave; stato 
          un incontro rivolto a studenti e giovani laureati, interessati a lavorare 
          in ambito internazionale: nella diplomazia, nelle organizzazioni internazionali 
          o nelle organizzazioni non governative.<br>
          &Egrave; stato articolato in 30 sessioni con oltre 40 tra diplomatici, 
          funzionari internazionali e operatori di ONG, a disposizione dei partecipanti 
          per meglio comprendere le opportunit&agrave; e i requisiti per lavorare 
          in ambito comunitario, nel settore della cooperazione, nelle emergenze 
          umanitarie; quali sono i profili maggiormente richiesti dalle Organizzazioni 
          Internazionali e dalle ONG; come ci si prepara al concorso per diventare 
          segretari di legazione al Ministero degli Affari Esteri.<br>
          L&#8217;evento &egrave; stato suddiviso in sessioni di presentazione 
          della carriera diplomatica, nelle organizzazioni internazionali e nelle 
          ONG, approfondimenti tematici e trasversali, sessioni informative su 
          programmi dedicati ai giovani (esperti associati, servizio civile internazionale), 
          desk informativi con la possibilit&agrave; di raccogliere materiale 
          e avere colloqui individuali con alcuni esperti.<br>
          Personalmente ho partecipato ad alcuni incontri molto interessanti, 
          uno in particolare sul tema delle emergenze umanitarie, in cui hanno 
          preso la parola un funzionario dell&#8217;<strong>UNHCR</strong> (Alto 
          Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e un&#8217;operatrice 
          di <strong>Oxfam</strong>, una delle pi&ugrave; note ONG internazionali.<br>
          Ho seguito anche un incontro di approfondimento dal titolo &#8220;<strong>Costruire 
          un curriculum vitae internazionale</strong>&#8221;, in cui ci sono stati 
          forniti consigli utili, ad esempio su come compilare un curriculum, 
          come interpretare gli avvisi di vacanza di un posto, che tipo di profilo 
          ha maggiore possibilit&agrave; di essere selezionato.<br>
          Tutti hanno sottolineato l&#8217;importanza di avere una forte motivazione, 
          in quanto si tratta di un lavoro bellissimo, che pu&ograve; dare grandi 
          soddisfazioni, ma che comporta anche delle rinunce e una vita continuamente 
          in giro per il mondo (ma forse &egrave; proprio questo uno degli aspetti 
          pi&ugrave; affascinanti).</p>
        <p align="justify" class="testo"><font color="#666666" size="1" face="Verdana">[Silvana 
          Leone, <a href="mailto:romascn@arciserviziocivile.it">romascn@arciserviziocivile.it</a>]</font></p>
        <p align="right" class="testo"><br>
          <font size="1" face="Verdana"><a href="#top" class="top">top</a> </font> 
        </p>
        <p align="left"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p align="left"><span class="titolo"><font face="Verdana"><strong><font color="#009900">14. 
          Responsabilit&agrave; politiche e civili di fronte al problema della 
          discriminazione</font></strong></font></span><font color="#009900"><strong><font color="#009900"><strong><font face="Verdana"><a name="14" id="14"></a></font></strong></font></strong></font></p>
        <p align="justify" class="testo">Disaminare il tema della discriminazione 
          razziale in Italia significa, purtroppo, correre il rischio di ideologizzare 
          smaccatamente il dibattito e di alimentare, di conseguenza, un discorso 
          evidentemente condizionato, lacunoso e insufficiente ai fini della elaborazione 
          di una matura coscienza sociale dell&#8217;ormai ineludibile fenomeno 
          migratorio.<br>
          Il nostro Paese, infatti, oggi pi&ugrave; che mai avvezzo alla polemica 
          sterile da talk-show televisivo, anche in tema di immigrazione risulta 
          pericolosamente ingessato in una contrapposizione ideologica che blocca 
          di fatto il progresso civile e culturale della sua stessa societ&agrave;, 
          la quale &#8211; definita, spesso a torto, di respiro europeo e inserita 
          in un contesto globale (globalizzato e globalizzante) &#8211; non pu&ograve; 
          pi&ugrave; eclissarsi di fronte alla necessit&agrave; di riconoscere 
          l&#8217;<em>Altro</em> come figura imprescindibile del proprio <em>S&eacute;</em>.<br>
          In tale realt&agrave; cristallizzata, dove destra? e sinistra? sventolano 
          vessilli valoriali (ordine/sicurezza vs tolleranza/solidariet&agrave;) 
          che al momento del &#8220;farsi&#8221; politico della cosa pubblica 
          ci si affretta a riporre garbatamente in un cassetto, manca pertanto 
          un&#8217;azione governativa solida a favore di una seria e coscienziosa 
          integrazione, cos&igrave; come viene meno una compiuta responsabilit&agrave; 
          sociale nei riguardi di quel temibile, minaccioso <em>Diverso</em> che 
          fino a ieri eravamo noi stessi a incarnare.<br>
          &Egrave; proprio in tale sconfortante contesto che si inscrivono le 
          discriminazioni basate sull&#8217;origine nazionale le quali, tenendo 
          presente il loro possibile intrecciarsi con altre variabili (religione, 
          genere, ecc.) e lungi dall&#8217;essere un fenomeno marginale, innescano 
          gravi processi di esclusione e di emarginazione nei cui confronti n&eacute; 
          le politiche pubbliche n&eacute; le prassi (spesso frammentarie) sperimentate 
          in ambito pubblico e del privato sociale risultano in grado di determinare 
          un&#8217;inversione di tendenza.<br>
          Questa inaccettabile, duplice incapacit&agrave;, e civile e politica, 
          a saper leggere il futuro - che &egrave; in realt&agrave; un gi&agrave; 
          variegato, policromo presente - e a capire e ad assimilare il passato, 
          ci rende ancora ineluttabilmente immaturi di fronte alla sfida pi&ugrave; 
          rilevante del nostro tempo: riuscire a conoscere i frammenti diversificati 
          della nostra parcellizzata essenza, spartirli con l&#8217;<em>Altro</em> 
          &#8211; inteso nel suo senso pi&ugrave; lato e, dunque, come entit&agrave; 
          distinta dall&#8217;<em>Io</em> alla luce di una qualsiasi elencazione 
          di differenze &#8211; rinunciare a determinati elementi e introiettarne 
          di altri, nella consapevolezza che &egrave; questo, a tutti gli stadi 
          dell&#8217;esistenza e del sapere, e nelle diverse forme relazionali 
          convenute, l&#8217;unico processo consolidato di crescita individuale 
          e collettiva.</p>
        <p align="justify" class="testo"><font color="#666666" size="1" face="Verdana">[Lara 
          Lauretta, <a href="mailto:romascn@arciserviziocivile.it">romascn@arciserviziocivile.it</a>]</font> 
        </p>
        <p align="right" class="testo"><font size="1" face="Verdana"><a href="#top" class="top">top</a></font></p>
        <p align="center" class="testo"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p><font color="#009900" face="Verdana"><strong><font size="3">15. Donne, 
          pace e sicurezza</font><a name="15" id="15"></a></strong></font></p>
        <p align="justify"><span class="testo">Il <strong>14 maggio</strong> si 
          &egrave; tenuto, presso la sede di Roma del CESV (Centro Servizi per 
          il Volontariato), un seminario su &#8220;<strong>Donne pace e sicurezza</strong>&#8221; 
          presieduto da <strong>Giorgio Giannini</strong>, Presidente del Centro 
          Studi Difesa Civile, cui hanno partecipato <strong>Luisa Del Turco</strong>, 
          esperta in cooperazione internazionale e tematiche di genere, <strong>Giovanna 
          Li Perni</strong>, esperta di genere nella cooperazione allo sviluppo, 
          <strong>Simona Lanzoni</strong>, direttrice dei programmi della Fondazione 
          Pangea Onlus e <strong>Giovanna Providenti</strong>, studiosa di <em>women 
          e peace studies</em>.<br>
          L&#8217;incontro ha inteso sottolineare la lunga e consolidata esperienza 
          delle donne nella sperimentazione di tecniche e pratiche di trasformazione 
          dei conflitti, anche alla luce del riconoscimento ufficiale che la Comunit&agrave; 
          Internazionale offre oggi a questo &#8220;<em>comune patrimonio di genere</em>&#8221; 
          attraverso la promozione di una loro partecipazione attiva ai processi 
          decisionali e alle missioni internazionali in aree di crisi (<em>peace-making</em>, 
          <em>peacekeeping</em>, <em>peace-building</em>), e ha proposto una riflessione 
          su obiettivi, risultati e sfide per l&#8217;adozione di un piano d&#8217;azione 
          nazionale e per l&#8217;implementazione di politiche di genere sia a 
          livello nazionale che internazionale.<br>
          Come ha tenuto a precisare la Del turco, infatti, &#8220;<em>il binomio 
          approccio di genere e processi di pace non &egrave; ancora diffusamente 
          percepito in Italia, come pure nel resto del mondo, tant&#8217;&egrave; 
          che l&#8217;ultimo rapporto del Segretario Generale delle Nazioni Unite 
          ha rilevato che in questo settore l&#8217;impegno &egrave; ancora circoscritto 
          all&#8217;approccio dei singoli, e soprattutto delle singole</em>&#8221;.<br>
          Nonostante i progressi realizzati a partire dalla met&agrave; degli 
          anni &#8216;90, a livello nazionale permane una certa carenza di donne 
          coinvolte nelle trattative di pace e manca, da parte di alcuni responsabili 
          politici, un saldo impegno per includere nei processi di pace una fondamentale 
          prospettiva di genere. Come emerso dall&#8217;appassionato dibattito, 
          tanto sul terreno delle violazioni quanto su quello della promozione 
          dei diritti umani, adottare un punto di vista di genere &egrave; invece 
          essenziale sia per la comprensione dei problemi che per l&#8217;efficacia 
          delle azioni che si vogliono intraprendere. Un approccio falsamente 
          neutro, infatti, non consente di comprendere n&eacute; l&#8217;intreccio 
          fra violazioni dei diritti umani e violenza sessista che costantemente 
          caratterizza le situazioni di conflitto moderno, n&eacute; il ruolo 
          essenziale che le donne svolgono nella resistenza civile al militarismo, 
          sia nelle sue forme pi&ugrave; politicizzate che nella gestione, solo 
          apparentemente apolitica, di un tessuto di relazioni, di pratiche, di 
          valori oggettivamente alternativi alla inaccettabile pratica della guerra.</span><font face="Verdana"> 
          </font></p>
        <p align="justify" class="testo"><font color="#666666" size="1" face="Verdana">[Lara 
          Lauretta, <a href="mailto:romascn@arciserviziocivile.it">romascn@arciserviziocivile.it</a>]</font> 
        </p>
        <p align="right" class="testo"><font size="1" face="Verdana"><a href="#top" class="top">top</a></font></p>
        <p align="center" class="testo"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p align="justify" class="testo"><font color="#009900" face="Verdana"><strong><font size="3">16. 
          Recensioni</font><a name="16" id="16"></a></strong></font></p>
        <p align="justify" class="testo">Questo mese continuano le nostre &#8220;recensioni 
          a fumetti&#8221; con il primo numero della collana Biografie, sempre 
          della casa editrice BeccoGiallo: <strong>Martin Luther King</strong>.<br>
          Il reverendo Martin Luther &egrave; stato un pastore battista e un attivista 
          dei diritti civili del popolo afro-americano. &Egrave; stato il pi&ugrave; 
          giovane Premio Nobel per la pace della storia, riconoscimento conferitogli 
          nel 1964 all'et&agrave; di soli trentacinque anni.<br>
          Il nostro volume conta 250 pagine ed &egrave; una vera e monumentale 
          biografia di &#8220;MLK&#8221;, oltre a essere un&#8217;ottima graphic 
          novel che cambia segno grafico con l&#8217;evolversi dei tempi e della 
          situazione, inserendo a volte tra i disegni vecchie foto, immagini televisive, 
          pagine di giornali e di documenti dell&#8217;epoca, tanto da richiedere 
          all&#8217;autore Ho Che Anderson ben dieci anni di lavorazione.<br>
          La biografia inizia dall'infanzia del reverendo ad Atlanta, passando 
          per i primi coinvolgimenti nella battaglia per i diritti civili, il 
          premio Nobel per la pace, le discussioni con J. F. Kennedy fino al balcone 
          del Lorraine Motel a Memphis, dove fu ucciso nel 1968. Come ha scritto 
          il New York Times, &#8220;<em>Una biografia meticolosa, evocativa e 
          ispirata</em>&#8221;, una biografia che non solo ripercorre gli eventi 
          pi&ugrave; importanti della vita pubblica di Martin Luther King, ma 
          che racconta anche i difficili compromessi politici, le strategie e 
          i dubbi di un uomo - padre, marito, politico, negoziatore, idealista. 
          Racconta il suo totale impegno nella lotta attraverso la nonviolenza, 
          principio difficile da far comprendere alla moltitudine di uomini e 
          donne di colore oppressi a causa della segregazione razzista.<br>
          Per concludere vi lasciamo con alcune delle frasi dette (nel volume) 
          dal reverendo durante la marcia di Washington nel 1963:</p>
        <blockquote> 
          <blockquote> 
            <p align="justify" class="testo"><em>" <strong>&egrave; questo il 
              momento di sollevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell&#8217;ingiustizia 
              razziale verso la solida roccia della fratellanza </strong>[&#8230;] 
              <strong>Nel cammino verso la giusta meta non dobbiamo commettere 
              ingiustizie. Non dobbiamo soddisfare la nostra sete di libert&agrave; 
              bevendo alla coppa dell&#8217;odio e del risentimento. Dovremo portare 
              avanti la nostra battaglia sul piano elevato della dignit&agrave; 
              e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta 
              creativa degeneri nella violenza. Dovremo continuare a elevarci 
              fino alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la 
              forza dell&#8217;anima.</strong>[&#8230;]<strong> <br>
              Ho un sogno, che un giorno questa nazione si alzi in piedi e viva 
              fino in fondo il vero senso delle sue convinzioni: &#8216;Noi riteniamo 
              evidente questa verit&agrave;, che tutti gli uomini sono stati creati 
              uguali</strong>'"</em>.</p>
          </blockquote>
        </blockquote>
        <p align="justify" class="testo"><strong>Martin Luther King</strong><br>
          <em>Ho Che Anderson</em><br>
          <em>256 pp, f.to 17x24, brossura<br>
          Edizioni BeccoGiallo</em></p>
        <p align="justify" class="testo"><font color="#666666" size="1" face="Verdana">[Velentina 
          Vitali, <a href="mailto:romascn@arciserviziocivile.it">romascn@arciserviziocivile.it</a>]</font> 
        </p>
        <p align="right"><font size="1" face="Verdana"><a href="#top" class="top">top</a> 
          </font></p>
        <p align="left"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------<br>
          </font><span class="titolo"><font face="Verdana"><strong><font color="#009900">17. 
          Appuntamenti<a name="17"></a></font></strong></font></span></p>
        <p align="justify"><span class="testo"><strong>Luned&igrave; 4 Giugno 
          - Roma</strong><br>
          alle ore 9.00 alle ore 16.30 nella Sala Di Vittorio, CGIL Nazionale, 
          C.so D'Italia ,25. <br>
          Convegno Nazionale <font color="#339933"><strong>&quot;Reddito Minimo 
          di Inserimento: una priorit&agrave; nella lotta alla povert&agrave; 
          e all'esclusione sociale&quot;</strong></font><br>
          Conclusioni di Achille Passoni </span></p>
        <p align="justify" class="testo"><strong>Marted&igrave; 5 Giugno - Benevento<br>
          </strong>alle ore 9.00 presso il Centro Congressi del Volontariato, 
          Cantieri di Gratuit&agrave; &#8211; Viale Mellusi, 68. <br>
          <font color="#009900"><strong>Convention Regionale del SCN</strong></font><br>
          Nell'ambito delle azioni di promozione, informazione e monitoraggio 
          del servizio civile sul territorio regionale l`Assessorato alle Politiche 
          Sociali - Ufficio di Servizio Civile Nazionale della Regione Campania 
          come concordato durante l`ultimo incontro con gli Enti di I classe, 
          ha organizzato quattro workshop itineranti rivolti ai giovani volontari 
          impegnati nei diversi progetti.<br>
          La realizzazione dei workshop - propedeutica all`organizzazione della 
          prima Convention Regionale del servizio civile - nasce dall`esigenza 
          di creare un`occasione di confronto e di coinvolgimento dei volontari 
          capace di tradursi, con immediatezza, in indicazioni e scelte propositive.</p>
        <p align="justify" class="testo"> <span class="testo"><strong>Gioved&igrave; 
          7 giugno 2007 - Roma</strong><br>
          <font color="#009900"><strong>Il dono della diversit&agrave;</strong></font>, 
          Rassegna interculturale di narrazione teatrale</span><br>
          <span class="testo">Tra giugno e luglio 2007, a Roma, tra due quartieri 
          storici, popolari, quanto multietnici come Trastevere e San Lorenzo, 
          avr&agrave; luogo la prima edizione di questa Rassegna.</span> <span class="testo">Per 
          ulteriori info <a href="http://www.narrazioneinterculturale.org/r.int.narrazione.teatrale.htm" target="_blank">clicca 
          qui</a></span></p>
        <p align="justify" class="testo"><strong>9-7-8 Giugno - Chianciano Terme<br>
          <font color="#009900">Democrazia &egrave; partecipazione</font><br>
          </strong>&egrave; il titolo della Conferenza Nazionale di Organizzazione 
          dell'Auser che si terr&agrave; a Chianciano Terme (Siena) dal 6 all'8 
          giugno 2007 presso il Centro Congressi Excelsior - Viale S. Agnese, 
          6. Apertura dei lavori mercoled&igrave; 6 giugno alle ore 15 con la 
          relazione Introduttiva della presidente nazionale Maria Guidotti; seguir&agrave; 
          il saluto di Franca Donaggio sottosegretario Ministero Solidariet&agrave; 
          Sociale e gli interventi degli invitati, fra questi Betty Leone Segretaria 
          Generale Spi-Cgil. <br>
          Il giorno successivo, 7 giugno, sono previsti gli interventi dei segretari 
          nazionali Cgil Carla Cantone e Achille Passoni. Nel pomeriggio verr&agrave; 
          presentata un'anteprima del documentario che Rai Tre &quot;Racconti 
          di Vita&quot; ha girato presso la sede Auser di Botticino Mattina (Brescia) 
          sul tema della solidariet&agrave; fra generazioni. Le conclusioni della 
          Conferenza, il giorno 8 giugno, verranno svolte da Michele Mangano della 
          presidenza nazionale Auser. Per informazioni. Auser Nazionale 06/8440771. 
        </p>
        <p align="justify" class="testo"><span class="testo"><strong>Luned&igrave; 
          11 Giugno - Roma</strong><br>
          ore 9.30 presso il Goethe Institut in via Savoia, 15 (piazza Fiume)</span><br>
          <span class="testo"><font color="#009900"><strong>Convegno sulla situazione 
          comparativa dell&#8217;integrazione degli immigrati in Germania e in 
          Italia</strong></font>, rispettivamente il primo Paese dell&#8217;UE 
          per numero di immigrati e il primo paese per intensit&agrave; di flussi.</span></p>
        <p align="justify" class="testo"> <strong>11-12 Giugno - Roma<br>
          <font color="#009900">Il silenzio e le parole</font></strong><br>
          Presso l&#8217;Hotel Quirinale &#8211; Sala Verdi, si terr&agrave; il 
          convegno &#8220;Il silenzio e le parole&#8221;, momento conclusivo del 
          Progetto europeo &#8220;Rete antiviolenza tra le citt&agrave; Urban 
          Italia&#8221;. Sono previste tre sessioni di lavori che consentiranno 
          di percorrere l&#8217;iter del Progetto per arrivare alla illustrazione 
          delle politiche comunitarie e dei piani d&#8217;azione contro la violenza.</p>
        <p align="justify" class="testo"><strong>Marted&igrave; 12 Giugno 2007 
          - Milano</strong><br>
          <font color="#009900"><strong>CONVEGNO CESC: IL SISTEMA DI MONITORAGGIO 
          DEI PROGETTI DI SCN</strong></font><br>
          dalle ore 14.30 alle 17.30, il Coordinamento Enti Servizio Civile (C.E.S.C.) 
          in collaborazione con Associazione Mosaico organizza un convegno dal 
          titolo &quot;Il sistema di monitoraggio dei progetti di Servizio Civile' 
          presso l'Aula corsi del CIESSEVI di Piazza Castello 3 a Milano.</p>
        <p align="justify" class="testo"><strong>Marted&igrave; 12 Giugno - Roma</strong><br>
          <font color="#339933"><strong>Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile 
          (FAO)</strong></font><br>
          Alle ore 14.00 Giornata Mondiale contro il lavoro minorile a cura di 
          ILO, Ministero della Solidariet&agrave; Sociale, Ministero del Lavoro 
          e della Previdenza Sociale, FAO, IFAD.<br>
          All&#8217;interno dell&#8217;evento &egrave; prevista una Tavola Rotonda 
          tra Governo e Parti Sociali alla quale, oltre ai Rappresentanti dei 
          Sindacati e degli Imprenditori, parteciperanno Cecilia Donaggio (Sottosegretario 
          di Stato al Ministero della Solidariet&agrave; Sociale), Antonio Montagnino 
          (Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e della Previdenza 
          Sociale), Gaetano Pascarella (Sottosegretario di Stato al Ministero 
          della Pubblica Istruzione).</p>
        <p align="justify" class="testo"><strong>Venerd&igrave; 15 Giugno - Padova<br>
          <font color="#009900">Servizio Civile in Europa: Cittadini di Pace.</font><br>
          </strong>ore 15,30 - Universit&agrave; di Padova Aula Magna Galileo 
          Galilei - Palazzo del Bo - Via VIII Febbraio<br>
          Negli ultimi 5 anni, grazie alla istituzione del SCN, circa 2.000 volontari 
          italiani hanno partecipato a progetti all&#8217;estero con il Servizio 
          Civile. Si tratta di un fenomeno in crescita che mette in evidenza l&#8217;interesse 
          e la passione dei giovani di tutta Europa, come dimostrano i circa 3.500 
          ragazzi e ragazze che ogni anno partecipano ai programmi di volontariato 
          e di solidariet&agrave; del Servizio Volontario Europeo (EVS). Il Servizio 
          Civile, in forme simili a quelle sperimentate in Italia, sta entrando 
          a far parte dei programmi e della legislazione anche di altri paesi 
          europei, come Francia, Germania o Repubblica Ceca. L&#8217;evento &egrave; 
          una occasione per raccontare le esperienze, le motivazioni e le aspettative 
          che animano i tanti giovani che si avventurano nei paesi europei e per 
          mettere a confronto le legislazioni, gli obiettivi del Servizio Civile 
          e le iniziative di istituzioni, enti e associazioni di tutta Europa. 
        </p>
        <p align="right"><font size="1" face="Verdana"><a href="#top" class="top">top</a></font></p>
        <p align="left"><font color="#999999" size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font><br>
          <span class="titolo"><font face="Verdana"><strong><font color="#009900">18. 
          Partecipa alla newsletter</font></strong></font></span><font color="#009900"><strong><font face="Verdana"><a name="18" id="18"></a></font></strong></font></p>
        <p align="justify" class="testo">La Newsletter di Arci Servizio Civile 
          ha tra i suoi obiettivi quello di veicolare l'importanza della partecipazione 
          attiva alla vita civica e quotidiana.<br>
          Per questo motivo se vuoi collaborare con noi puoi inviarci del materiale 
          dimostrando impegno sociale nel raccontare la tua realtà locale.<br>
          Per sapere come fare <a href="http://www.arciserviziocivile.it/nletter/indexnletter.htm">clicca 
          qui</a>.</p>
        <p align="right"><font size="1" face="Verdana"><a href="#top" class="top">top</a></font></p>
        <p align="right"><font color="#999999" size="1" face="Verdana">--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</font></p>
        <p class="titolo"><font color="#009900" size="3" face="Verdana"><strong>19. 
          Privacy<a name="19" id="19"></a></strong></font></p>
        <p align="justify" class="testo">Nel rispetto della Legge 675/96 sulla 
          privacy, a tutela di persone e altri soggetti rispetto al trattamento 
          di dati personali, gli indirizzi e-mail presenti nel nostro archivio 
          provengono da contatti personali o da elenchi e servizi di pubblico 
          dominio.</p>
        <p align="justify" class="testo">Nel caso non voglia più ricevere la newsletter 
          <a href="http://www.arciserviziocivile.it/nletter/indexnletter.htm">clicca 
          qui</a>.</p>
        <p align="right" ><font size="2"><a href="#top" class="top"> <font size="1" face="Verdana">top</font></a></font></p></td>
    </tr>
  </tbody>
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</body></html>
Sent: Thu. May 31, 2007





